Il té letterario di Expatclic del 9 ottobre 2020

Oggi abbiamo parlato di Libri che parlano di case.

Ormai siamo disperate. Ogni volta che finiamo questi incontri, la nostra lista di libri da leggere si allunga inesorabilmente… Anche questa volta di letture interessanti intorno al tema scelto, ne sono state citate tantissime…partiamo!

The Yellow House di Sarah M. Broom prende la casa d’infanzia dell’autrice come punto di partenza per raccontare le vicende della sua famiglia ma anche la storia di New Orleans. Un libro quanto mai interessante e attuale, anche se l’empatia con la scrittrice non è assicurata.

La casa sul lago, di Thomas Harding, invece, cattura dal primo istante. Una nonna tedesca fuggita in Inghilterra, una casa abbandonata a Berlino, un nipote incuriosito, e la scoperta di un luogo che ha racchiuso diverse epoche, e che grazie alla caparbietà dell’autore, viene convertito in museo.

L’aprile incantato, di Elizabeth von Arnim, è invece un libro leggero e gaio. La storia di quattro donne, tra loro diversissime, che negli anni ’20 affittano un piccolo castello in Italia, e dall’Inghilterra ci si installano per una vacanza che cambierà le loro relazioni, e anche le loro vite.

Tra i tanti libri sulle case scritti da e sulla Palestina, sono stati citati In search of Fatima, di Ghada Karmi, The lemon tree, di Sandy Nolan, e Anna’s House, di Odd Karsten Tuett, quest’ultimo un interessantissimo documento storico. In It’s easier to reach heaven than the end of the street, di Emma Williams, viene raccontata la casa di Gerusalemme dove ha vissuto una di noi del té letterario!

Non poteva mancare ll buio oltre la siepe di Harper Lee, con la casa misteriosa di Bo, a cui i bambini guardano con terrore misto a riverenza, e La purga, bellissimo romanzo dell’estone Sophie Oksanen, in cui la casa diventa il centro del romanzo, ma anche della distribuzione del potere, della misurazione dei rapporti e della violenza di cui è intrisa la storia.

Una chiccha di Sandra Petrignani, La scrittrice abita qui, pubblicato da Neri Pozza. Racconta il suo viaggio nelle case di Grazie Deledda, Marguerite Yorcenar, Colette, Alexandra David-Neel, Karen Blixen e Virginia Woolf. Cosa aspettate ad ordinarlo?

Molte hanno condiviso la riflessione sul fatto che pensando a libri che parlano di case, si sono rese conto che TUTTI i libri parlano di case. In tanti modi, in tanti sensi. E’ stato citato La figlia della fortuna di Isabelle Allende, ma anche Ventimila leghe sotto i mari, con la casa che Capitan Nemo si è costruito in fondo al mare. La trilogia della città di K, di Agota Kristof, dove le scene degli interni sono le più pregnanti, e poi le atmosfere di Murakami, La famiglia che perse tempo di Maurizio Salabelle e Kitchen, di Banana Yoshimoto, quest’ultimo proprio per la descrizione della cucina come luogo accogliente, avvolgente.

Si è parlato anche di contrasti e di estetica delle case, con Il libro d’ombra di Junichiro Tanizaki e la poesia Le buone cose di pessimo gusto di Guido Gozzano. Case opprimenti, cupe e incombenti, come quella di Carlos Ruiz Zafon nel suo Il gioco dell’Angelo.

Altri titoli e spunti interessanti: The Dutch House di Ann Patchett, Unsheltered di Barbara Kingsolver (con qualche riserva, però: non sembra essere dei suoi migliori…), Le correzioni di Jonathan Franzen, con le scene nella casa dei genitori, e anche Il colibrì, di Sandro Veronesi, in cui la casa diventa il pretesto del protagonista per cercare di riallacciare i rapporti con il fratello.

Poteva mancare una menzione alle case e ai luoghi abbandonati? Carmen Pellegrino si definisce “abbandonologa” e ha scritto abbondantemente sul tema, ma c’è anche Da dove tornano le nuvole bianche – Viaggio in bicicletta nell’Abruzzo abbandonato, di Ezio Colanzi.

Cosa stanno leggendo le donne di Expatclic

Mio amato Frank, Nancy Horan
Cara pace, Liza Ginzburg
L’ibisco viola, Chimamande Ngozi Adichie
L’eredità, Vigdis Hjorth
Questa è l’America, Francesco Costa
I sogni di mio padre, Barack Obama
Una spola di filo blu, Anne Tyler

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