Quando le mie figlie erano piccole, il mese di dicembre era dedicato alla lettura di libri sul Natale, focalizzandoci soprattutto sul Natale nel mondo. Un’occasione per coccolarci sul divano e immergerci nell’atmosfera natalizia, attraverso immagini e parole, una pagina alla volta.
Presa dalla malinconia, ho deciso di raccogliere alcuni titoli di libri sul Natale, il Natale classico della mia immaginazione, con il freddo e la neve, un po’ nostalgico. Racconti brevi, libri che si leggono in un pomeriggio, non troppo impegnativi ma carichi di significato e atmosfera, che spero possano farvi compagnia in queste settimane pre natalizie.

Comincio questa carrellata con Il libro di Natale, di Selma Lagerlhöf, la scrittrice svedese che, nel 1909, fu la prima donna a vincere il premio Nobel per la Letteratura. In questa raccolta di otto racconti, Lagerlöf ci trasporta con la sua inconfondibile maestria, in un’atmosfera natalizia classica, sospesa tra il sacro e il profano. La leggenda di Santa Lucia e l’infanzia di Gesù, si intrecciano a miti pagani e surreali, dando vita a un mosaico di storie magiche e meravigliose. Un vero viaggio nel cuore del Natale, tra caminetti accessi e tavole imbandite, tra fantasia e realtà, per staccarsi dal quotidiano e lasciarsi andare a quelle emozioni semplice ma intense tipiche di questo periodo dall’anno.

Restiamo in Scandinavia, con una favola moderna dalla Norvegia, La porta delle stelle, di Ingvild Rishøi. È la storia di Ronia, una bambina di dieci anni che vive alla periferia di Oslo con il papà alcolizzato e la sorella diciasettenne. Un romanzo breve, che si legge tutto di un fiato e che ci parla della gentilezza degli sconosciuti, dei sogni di bambini, delle difficoltà che si affrontano meglio grazie all’amore della famiglia. Con la sua scrittura, Rishøi rievoca le atmosfere dei classici, Dickens, Andersen, Lindgren, riuscendo a dare un tono contemporaneo.

Passiamo ora a Parigi, in una fredda e nevosa notte di vigilia, tra vie luccicanti e un’atmosfera carica di preparativi. Qui osserviamo una famiglia, la gioia dei bambini e i battibecchi dei genitori, un matrimonio sull’orlo del fallimento. In Natale a Parigi, un breve ma pungente racconto di Irene Nemirovsky, il Natale perde la sua magia. Lasciamo alle spalle le atmosfere dickensiane per confrontarci con l’amarezza e la miseria morale che spesso si nascondono dietro l’effimera patina dell’apparenza. Come spettatori davanti ad un film, assistiamo a questo disintegrarsi dei valori, reso con l’abilità tipica dalla scrittura di Nemirovsky.

Con la scrittrice irlandese Claire Keegan ci spostiamo nell’Irlanda del 1985, qualche settimana prima di Natale. Il protagonista di Piccole cose da nulla è Bill Furlong, un carbonaio che tra una consegna e l’altra si trova a scoprire il disintegrarsi della società irlandese. Questa rivelazione lo ferisce profondamente e, ricordando il suo doloroso vissuto, comprende di non poter restare a guardare, realizzando il potere che “le piccole cose da nulla” possono avere nel cambiare il mondo. Nominato per il Booker Prize, in questo breve romanzo Keegan esplora con rara sensibilità il meglio e il peggio dell’umanità. Una lettura breve ma che lascia il segno.

Ne La notte prima di Natale, Nicolaj Gogol, uno dei maestri del realismo russo dell’Ottocento, racconta la vicenda del fabbro Vakula, innamorato di Oksana, la ragazza più bella del paese, e ostacolato nel suo amore nientemeno che dal diavolo in persona. Una storia d’amore gotica, nella quale Gogol intreccia umorismo, sarcasmo e spirito natalizio. Pubblicato nel 1832, questo breve racconto trasmette in poche pagine il suo inconfondibile realismo magico e offre uno spaccato vivido e colorito del vecchio impero russo.

Concludo con una piccolissima ma preziosa raccolta di racconti di Luigi Pirandello, Sogno di Natale. Si tratta di cinque brevi novelle sulla ricorrenza natalizia, scritte in periodi diversi della vita dell’autore, nelle quali riconosciamo il timbro unico del grande drammaturgo italiano. Ritroviamo i temi cardine della sua opera: le profonde inquietudini dell’animo umano, il disinganno e scetticismo nei confronti dell’esistenza, la malinconia per la lontananza dalla sua terra e il fragile equilibrio tra l’essere e l’apparire. Pur nella loro brevità, le novelle offrono un’occasione per riflettere sul significato del Natale e sulla condizione umana. Attraverso la sua scrittura, Pirandello ci invita a guardare oltre alla superficie e riscoprire ciò che davvero ci tocca.
Barbara Amalberti
Foto principale Theo Crazzolara Unsplash