Questa è una piccola raccolta di libri sul Giappone, con particolare attenzione ad autori giapponesi contemporanei, che ci offrono una finestra su società e cultura del Giappone moderno.
Riflettono su temi quali l’identità, le pressioni sociali, i ruoli di genere, l’isolamento, e lo scontro tra tradizione e modernità.
La ragazza del convenience store, di Sayaka Murata
Questo romanzo racconta la storia di Keiko, una donna di 36 anni che cerca di uniformarsi alle norme sociali copiando quello che fanno gli altri e seguendo le regole imposte dalla società. Lavora da anni in un minimarket, dove trova un rifugio nella regolarità dei turni e nella prevedibilità della vita quotidiana.
La sua famiglia però la esorta a condurre una vita più in linea con le aspettative sociali. Secondo la tradizione, dovrebbe sposarsi e avere un lavoro a tempo pieno. Quando Keiko incontra Shiraha — un giovane cinico e amareggiato, anch’egli sotto pressione per conformarsi alle convenzioni sociali — le cose potrebbero cambiare.
Il libro è scritto in uno stile diretto, a tratti pungente e divertente, e riflette sul cosa significhi essere normali nella società giapponese del giorno d’oggi, così come sul conformarsi senza perdere la propria l’identità.


Butter, di Asako Yuzuki
La storia segue Rika, una giornalista che lavora in una rivista con colleghi prevalentemente uomini. It follows Rika, a journalist working at a male-dominated magazine. Sfruttata e sottovalutata, Rika diventa ossessionata con Manako Kaji, una chef gourmet accusata di sedurre e uccidere uomini facoltosi, sopo aver cucinato per loro. Anche se Manako rifiuta di rilasciare interviste, acconsente ad incontrare Rika dopo aver ricevuto una sua lettera in cui chiedeva la ricetta di uno stufato.
I loro incontri in prigione si trasformano in lezioni di cucina, durante le quali Rika comincia a cambiare, scoprendo un inatteso piacere e un senso di potere attraverso il cibo. Man mano che il loro rapporto si rafforza, Rika inizia a mettere in discussione le aspettative sociali imposte alle donne in Giappone.
Ispirato da un caso di cronaca, Butter è un romanzo stimolante su misoginia, ossessione e potere liberatorio del cibo, che esplora cosa accade quando le donne smettono di vivere per compiacere gli uomini.
The Little House, di Kyoko Nakajima
Vincitore del Premio Naoki, questo libro (non ancora tradotto in italiano) questo libro è un romanzo tocccante narrato da Taki, un’anziana donna che racconta la sua giovinezza passata come domestica della famiglia Hirai, nella periferia di Tokio, durante il primo periodo Shōwa.
Taki stringe un’amicizia profonda e duratura con Tokiko, la padrona di casa, la cui vita domestica è al centro dei ricordi della narratrice. Come confidente della famiglia, Taki scopre e custodisce i segreti del focolare, in particolare durante i turbolenti anni intorno alla Seconda Guerra Mondiale.
La storia si interrompe bruscamente dopo il conflitto, quando Taki fa ritorno e trova la casa distrutta dai bombardamenti incendiari americani. Anche se aveva promesso di proseguire il suo racconto, non lo farà mai; probabilmente perché Tokiko non fa più parte della storia. Un’ultima prospettiva viene offerta dal pronipote di Taki, Takeshi, il quale nutre dubbi sulla sua versione dei fatti.
Pur sembrando a prima vista un romanzo pacato e incentrato sulla vita domestica, l’opera intreccia con delicatezza la memoria personale con il trauma storico. La sensibile rappresentazione che Kyoko Nakajima offre dell’impatto della guerra sulle vite della gente comune regala uno sguardo raro e intimo sul Giappone del periodo pre e post-bellico.


La formula del professore, di Yōko Ogawa
Una governante viene inviata ad assistere un brillante ex matematico affetto da una patologia che limita la sua memoria a soli ottanta minuti. Inizialmente frustrata dalla sua ossessione per i numeri e dalla sua totale mancanza di interesse per qualsiasi altra cosa, la donna scopre presto un lato diverso dell’uomo, quando egli insiste affinché il figlio di lei, il piccolo Rūto, trascorra il doposcuola a casa sua anziché restare da solo.
Il Professore instaura un legame inatteso e toccante sia con la governante che con suo figlio. Insieme, i tre costruiscono una delicata routine incentrata sulla matematica, trasformando gradualmente le proprie vite. Nonostante la perdita di memoria, la gentilezza, la passione intellettuale e la calma dignità del Professore diventano fonte di calore umano e di profonda connessione, trasformando un semplice accordo di lavoro in una famiglia non convenzionale e ricca di significato.
Il romanzo mette in discussione l’ideale giapponese della “vita normale” nel dopoguerra, un ideale che identifica la felicità con il modello tradizionale della famiglia. Attraverso la rappresentazione di una famiglia non convenzionale, l’opera sovverte le aspettative culturali, dimostrando che l’amore, la realizzazione personale e l’armonia domestica possono fiorire anche al di fuori delle strutture tradizionali.
Kitchen, di Banana Yoshimoto
Mikage Sakurai è una giovane donna che si sente smarrita dopo la morte della nonna, l’ultima persona di famiglia nella sua vita. Trova conforto nella cucina, che per lei è sempre stato un posto speciale, anche se da un po’ di tempo ha smesso di mangiare. Un giorno, un compagno di università e la madre invitano Mikage a stare da loro. La loro casa calda e serena , soprattutto la cucina, l’aiuta a ricominciare a mangiare e a vivere. Per Mikage la cucina non è solo il posto in cui si prepara il cibo, ma un simbolo di vita e di connessione.
L’autrice, Banana Yoshimoto, esplora temi importanti quali la solitudine, il cibo, l’ identità e la morte. Ci racconta la storia in un modo calmo, gentile e pieno di emozione, che la fa essere al tempo stesso triste e bellissima.

Sei incuriosito dalle atmosfere e dalla cultura del Giappone? Su Expatclic puoi leggere questo dettagliato racconto del viaggio di Claudia.
Hai letto libri sul Giappone che ti hanno affascinato, e che vorresti vedere aggiunti a questo post? Facci sapere!
Alessandra Giacchi, tradotto dall’inglese da Anna Cereti
Foto di copertina: Nick Wood su Unsplash