Barbaraexpat ha letto Fiocchi Rossi e ce ne parla in questo articolo.
Ho scoperto questo libro a Semi Foresti, una piccola biblioteca di quartiere (e molto altro) a Genova. Purtroppo sono arrivata tardi e la scrittrice, Ginevra Balducci, aveva fatto un incontro per presentarlo solo pochi giorni prima. Questo non mi ha impedito dall’esserne subito incuriosita. Vedere un paese attraverso gli occhi di una straniera per me è sempre interessante, anche se spesso mi ritrovo a non essere d’accordo con una serie di luoghi comuni e giudizi affrettati.

Questo non succede in Fiocchi Rossi.
Ginevra ha vissuto in Cina per diversi anni, e nel suo libro trapela un amore immenso per questo paese e la conoscenza che viene da questo amore.
È scritto in maniera colloquiale, e leggendolo ho avuto l’impressione di essere seduta con un’amica che mi racconta le sue esperienze di vita e viaggio. Incontri, tradizioni, città, templi, cibo e naturalmente riflessioni su quanto questa cultura millenaria ha da offrire.
Negli anni ho avuto modo di incontrare alcuni cinesi che, come me, vivono a Melbourne, sono sempre rimasta stupita dal fatto che molti di loro scelgano di essere chiamati con un nome occidentale, a volte anche molto particolare. In Fiocchi Rossi, Ginevra descrive in maniera dettagliata questa usanza, aiutandoci a capire diversi aspetti della cultura cinese, inclusa l’importanza dei nomi, come sono scelti e cosa rappresentano.
Ed è uno degli aspetti del libro che più ho apprezzato: l’autenticità con cui Ginevra racconta. Capitolo dopo capitolo ci rivela una versione della Cina che va al di là degli stereotipi, portandoci con lei in giro per questo immenso paese e svelandoci i luoghi e i paesaggi che caratterizzano questa immensità. Attraverso gli aneddoti personali e i personaggi che ha conosciuto lungo il cammino ci rivela aspetti di quotidianità, piccoli particolari che aprono una finestra su questo mondo a me semi sconosciuto, ci guida a capire meglio questa complessa cultura.
Un libricino che si legge in un soffio e ti lascia la piacevole sensazione di aver imparato qualcosa di nuovo.
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Barbara Amalberti
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