Libri ambientati a New York
Recentemente m’imbatto sempre più in libri ambientati a New York. Ne leggo, vengono proposti in gruppi di lettura a cui partecipo, li ritrovo in tanti post nel web. Certo, New York, con la miriade di culture che racchiude, è sicuramente un luogo di grande ispirazione per gli scrittori e le scrittrici. I drammatici contrasti che presenta sono ideali per far da sfondo alle storie umane, che infatti son state raccontate a profusione, in saggi, romanzi, biografie e articoli. Qui vi segnalo alcuni dei libri ambientati a New York che ho più amato, o che mi sono stati raccomandati da persone di cui mi fido.

Sul primo libro mi sono sempre chiesta chi ha tradotto il titolo in italiano, e il perché della scelta. Si tratta di Let the great world spin, del bravissimo scrittore irlandese Colum McCann. La versione italiana titola Questo bacio vada al mondo intero (ed. Rizzoli). Il romanzo è ispirato alla vera vicenda del funambolo francese Philippe Petit, che nel 1974 camminò su una corda tesa tra le due torri gemelle. Ci racconta una New York caotica, disordinata e quasi indifferente, che per un attimo resta sospesa nell’osservare questo evento straordinario, e si scopre accomunata da inaspettati momenti di umanità. Durante la giornata, infatti, s’intrecciano storie di persone di diverse provenienze, classi sociali e situazioni, che per un attimo respirano all’unisono nella città che li racchiude ma che li isola. Bellissimo.

Zainab conquista New York (ed. Marcos y Marcos) della scrittrice ghanese Ayesha Harruna Attah, è un romanzo all’apparenza leggero, ma che tocca temi molto importanti e profondi, come l‘identità culturale, la libertà individuale e la pressione famigliare. Il quartiere di Brooklin fa da sfondo alla storia di Zainab, che si trasferisce a New York per uno stage, e si trova ad affrontare una serie di nuove esperienze. Mentre l’enfasi del romanzo è su queste, si percepisce un forte amore per la città all’interno delle quali si sviluppano. E’ anche interessante perché parla della comunità ghanese nella Grande Mela.
Anche Lucy, la protagonista dell’omonimo romanzo a firma di Jamaica Kincaid (ed. Adelphi) vive New York come uno spazio neutro e lontano dalla sua cultura spesso oppressiva, per una presa di coscienza a 360° gradi, sia sul mondo che su sè stessa. Lucy proviene dalle Antille e va a New York come ragazza alla pari per una famiglia molto ricca. Ed è proprio la figura della madre di questa famiglia, con il suo inconsapevole buonismo, a scatenare il processo di disillusione di Lucy. In Lucy i temi centrali sono il rapporto con la madre, con il colonialismo, la presa di coscienza, e New York ci fa solo da sfondo. L’autrice, però, non esita a mettere a fuoco le differenze sociali tipiche della città attraverso i suoi protagonisti.
Città aperta (ed. Einaudi), dello scrittore statunitense di genitori nigeriani Teju Cole, affronta temi legati ai due precedenti libri ambientati a New York che vi ho citato, ma lo fa in modo più intimista e meditativo. Il protagonista è un uomo nigeriano che va a specializzarsi in psichiatria a New York. Julius passeggia tantissimo nella città, e ogni incontro è occasione di riflessione. Il focus centrale ruota, ancora una volta, intorno all’identità, l’appartenenza e la relazione con realtà diverse.



Gli ultimi americani (ed. Mondadori), di Arianna Farinelli, è stato candidato al Premio Letterario La Fata Verde, ed è arrivato nella terzina finalista. Anche qui conosciamo persone nate altrove, e arrivate a New York per motivi diversi: una donna italiana che affronta la separazione dal marito, uno scrittore colombiano in perenne lotta coi suoi demoni, e la dolcissima Lola, amica colombiana dello scrittore, che fugge da un passato di minacce e violenza. Ancora storie umane, quindi, e una New York crudele ma tanto ambita e amata.
Di Tra le rovine dell’impero, Lettere da New York, abbiamo già parlato qui, con una bellissima intervista di Barbara all’autore Renzo Sabatini. Aggiungo che il libro mi ha davvero conquistata, e che è doveroso leggerlo, soprattutto in un momento storico come quello che stiamo vivendo.

Concludo con un romanzo ad opera dell’afroamericana Ann Petry, bellissimo: La strada (ed. Mondadori), che ci porta nel cuore di Harlem durante la Seconda Guerra Mondiale. Luthie è una donna afroamericana, mamma single, che lotta quotidianamente per sopravvivere in un momento difficile e ostile. Il romanzo si popola di personaggi e situazioni e ci dà uno spaccato interessante della vita del quartiere in quel momento.
Prima di salutarvi, voglio però condividere un libro che ho trovato in una bancarella proprio due giorni fa, e che mi ha subito attirato l’attenzione: Un angelo è sceso a Brooklyn, di Istvan Bekeffi. L’autore era ungherese e si è dedicato in particolare alla produzione di sceneggiature – infatti il libro è diventato un famoso film!
Buone letture,