Stefania Scardigli è nata e cresciuta a Milano, dove lavora come insegnante e formatrice free-lance. Nel 2011a suo marito è stato offerto di andare a lavorare in India. Tenetevi forte: espatriamo! è il libro nato dalla quest’esperienza.

Non ricordo come Stefania sia entrata in contatto con Expatclic, ma so che ha generosamente condiviso alcune tappe della sua esperienza di espatrio in India. Ad esempio raccontandoci il suo coinvolgimento con i MOOC in terra indiana. Oppure condividendo il suo senso di estraniamento al rientro in Italia, quando ha chiuso il capitolo indiano. O ancora, scrivendo delle sue sensazioni al tornare in India in vacanza.

Oggi sono io che parlo di lei, e lo faccio per presentarvi il libro che Stefania ha auto pubblicato. Tenetevi forte: espatriamo!, un libriccino piccolo, che sta in tasca, ma che in poche pagine contiene tutta la gamma dei sentimenti comuni a chi si trova di fronte alla scelta dell’espatrio. Il libro di Stefania parte infatti dalla proposta al marito di trasferirsi in India, con tutte le domande che ne conseguono, i dubbi (pochi) e l’eccitazione (tanta), […]quando la paura di tutto quel nuovo tutto insieme genera adrenalina[…] (Prologo, pag. 3). Poi si parte, e Stefania ci porta con sé, attraverso una narrazione semplice ma al contempo estremamente vivida, durante le lunghe ore di volo, nel primo impatto con la città che la ospiterà per quattro anni, e durante i primi giorni di assestamento, quando la vita va costruita da zero, e sembra un puzzle da comporre con pezzi disparati, dei quali a fatica si distinguono forma e colore.

tenetevi-forte-espatriamoStefania passa per tutte le peripezie logistiche tipiche di ogni espatriata che si installa in un paese la cui cultura ha più di diverso che in comune con le nostre culture occidentali, e per gli alti e bassi morali di chi vede i propri figli lottare per ricavarsi un ruolo all’interno di un ambiente completamente nuovo. “[…]Un giorno che sono a scuola mi si stringe il cuore a vedere che mangia da solo[…]” (pag. 23). Un sentimento universale per noi mamme espatriate, che tante volte abbiamo osservato i nostri figli e figlie soffrire di solitudine agli inizi di nuovi percorsi scolastici, li abbiamo visti farsi coraggio e andare incontro a nuove lingue, abitudini, nuovi codici di comportamento.

In un misto d’ilarità e stupefazione, Stefania ci racconta le difficoltà ma anche l’eccitazione di imparare a gestire se stessa e la propria famiglia in un contesto che a volte descrive come surreale. Senza mai distaccarsi dal leitmotiv morale che la guida nel suo percorso indiano: scoprire una cultura nuova cercando di non partire dal proprio giudizio. In questo modo Stefania partecipa con rispetto alla pooja (cerimonia di benedizione) che il loro autista organizza per la loro auto nuova, e impara a negoziare sui prezzi degli abiti che acquista.

Leggendo il suo libro, ci sentiamo pian piano installate insieme a lei, la vediamo acquisire fiducia, competenza nel relazionarsi al nuovo ambiente, abilità nel far da perno alla famiglia che a sua volta trova i suoi spazi. Ci sentiamo vicine a lei, perché Stefania parla di cose che abbiamo vissuto tutte, ricordandoci magari aspetti che col tempo ci siamo dimenticate. La descrizione del ciclo è completa, va dalla scelta al rientro in Italia, e dentro ci sono tanti protagonisti: l’India, innanzitutto, descritta con affetto ma anche con lo stupore di chi ha il coraggio di ammettere le differenze senza giudicarle; Stefania e la sua famiglia; ma soprattutto l’espatrio, l’esperienza unica, impegnativa, arricchente, eccitante, avvilente, difficile, affascinante, di percorrere un pezzo della propria vita in un contesto completamente diverso dal proprio.

Claudia Landini
Dicembre 2016

Foto principale ©Jean Clauzet

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